“I wanted to sell a million records, and I sold a million records. I wanted to go platinum; I went platinum. I’ve been working nonstop since I was 15. I don’t even know how to chill out.” Beyoncé

Ho voluto vendere un milione di registrazioni, e ho venduto un milione di registrazioni. Ho voluto un disco di platino; ho ottenuto un disco di platino. Sto lavorando a tutto ciò da quando ho 15 anni. Non so nemmeno come si fa a rilassarsi.


La voce

B or not to B? Beyoncè ha sempre voluto essere B. Determinata e caparbia, dai primi successi con le Destiny’s child, alla carriera da solista, ai tour con il marito Jay-Z.

Vediamo nello specifico cos’ha di tanto speciale la sua voce.

Il range vocale di Beyoncé va da un A2 ad un F6 ed è classificabile come un mezzosoprano drammatico di coloratura. Nonostante nella musica pop queste classificazioni (desunte dall’opera) siano in verità solo indicative, se ascoltiamo la sua voce parlata si percepisce subito la pienezza e rotondità che ritroviamo poi nel suo cantato: una voce morbida e piena nel registro medio, pregnante e calda nelle note gravi dell’estensione. La coloratura (passaggio di agilità e virtuosismo, l’equivalente a livello strumentale è l’ornamentazione) è usata da Beyoncé con destrezza, padronanza, naturalezza, non risulta eccessiva o fine a se stessa, viene usata per enfatizzare alcuni passaggi del testo con particolare pathos. La zona acuta dell’estensione è penetrante, convincente, tecnicamente salda fino ai limiti dell’estensione. Squillante e sicura negli acuti, la padronanza di un ottimo mix le permette di arricchire le sue performance in dinamica, agilità e colore.

Regina indiscussa del pop e del R&B Beyonce in verità dimostra una grande padronanza vocale di svariati generi, dal jazz, al rap, al musical, allo swing.

Se di eccellenza tecnica si può parlare, o per lo meno qualcosa che si avvicini ad un’ottima padronanza vocale, Beyoncé può essere annoverata a pieno titolo tra le cantanti che la possiedono. Il magazine Cove la inserisce al settimo posto nella sua classifica delle 100 Outstanding Pop Vocalists con un punteggio di 48 su 50.

Cosa ci può insegnare Beyonce?

Oltreché padroneggiare la tecnica vocale possiamo dire che padroneggi a pieno titolo il linguaggio espressivo corporeo, a fianco di due ballerine risulta impeccabile anche nella danza.

Sappiamo quanto il corpo sia importante nell’esibizione canora e Beyoncé sfrutta spesso movimenti che le permettono di azionare la zona addominale bassa per attivare un buon sostegno del suono. La gestione del fiato risulta estremamente utile per non forzare i suoni nell’alternanza tra passaggi di danza e momenti vocali più intensi. Si può osservare come la presa d’aria risulti naturale e non forzata e questo le permetta di non affaticarsi, creare tensioni e di conseguenza lasciare i suoni in gola.

La connessione emotiva con il testo è sicuramente il motore che guida le sue performance e questo le permette di arricchire il cantato con svariate sfumature in una maniera che risulta pienamente naturale (ovvio che senza tecnica tutte queste cose risulterebbero estremamente difficili).

Dicono di lei

Jody Rosen, giornalista americano e autore, collaboratore del New York Times magazine e di Rolling Stone, ha descritto la sua voce come:

“One of the most compelling instruments in popular music”. Jody Rosen

Uno degli strumenti più attraenti e competitivi della pop music.

Jon Pareles del New York Time, ha descritto così la sua voce:

“Velvety yet tart, with an insistent flutter and reserves of soul belting”. Jon Pareles

Morbida e appariscente, con un insistente uso dei melismi e riservatezza nell’uso del soul belting.

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