“The only thing better then singing is more singing” Ella Fitzgerald

Lavorare durante una sessione di registrazione su aspetti tecnici, espressivi e stilistici a mio parere è un’attività didattica essenziale per conoscersi, sperimentare e continuare a provare per ottenere il risultato desiderato.

Ascoltarsi e, come mi piace dire, “fare pace con la propria voce” ascoltata in registrazione, è un’attività sfidante e costruttiva: l’ascolto tramite l’orecchio interno è diverso rispetto a quello dell’orecchio esterno (pensiamo semplicemente che il nostro suono è prodotto e quindi mediato dal nostro corpo) ecco che allora possiamo sorprenderci, magari non riconoscerci. Cominceremo a trovare difetti e passaggi da correggere ma anche le nostre peculiarità, le sfumature belle, ben riuscite, così cominceremo a seguire una direzione in maniera più consapevole.

Dico spesso ai miei allievi: ci sono delle cose che non ti piacciono? Bene, con l’esercizio potrai migliorare, ma ciò che sei oggi é il frutto del tuo impegno e di tutto il tempo che ci hai dedicato per arrivare fino a qui, sii orgoglioso di ciò che sei e continua a lavorare in quella direzione!

Prova a chiederti in che cosa ti ritrovi ascoltandoti, partiamo dai tuoi punti di forza?

Ecco perché suggerisco ai miei allievi, anche se non studiano/cantano da molto tempo, di provare a registrare insieme a me (provate a registrarvi sempre, è un’ottima scuola!).

Il mio percorso di voice training prevede, tra le le attività integrative, il voice studio recording, ovvero una sessione di registrazione con strumentazione professionale che effettuiamo due volte l’anno (at least!).

Vi siete mai chiesti come cantanti del calibro di Freddie Mercury, Aretha Franklin, Whitney Houston abbiamo fatto ad avere queste voci così fenomenali?

Talento.
Scritto nel destino, non avrebbero potuto fare altro.
Si, certo, ovvio direi, ma questo ingrediente é davvero l’unico che li ha portati al successo?

Quando vivevo a Londra, leggendo la biografia di Frank Sinatra, mi colpì la dichiarazione del suo primo insegnante di canto: “𝘐𝘰 𝘥𝘢𝘷𝘰 𝘢 𝘍𝘳𝘢𝘯𝘬 𝘵𝘳𝘦 𝘦𝘴𝘦𝘳𝘤𝘪𝘻𝘪 𝘦 𝘭𝘶𝘪 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢𝘷𝘢 𝘭𝘢 𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢𝘯𝘥𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘱𝘱𝘪𝘰.”

Nel documentario Sinatra: All or nothing at all lui stesso racconta:
“𝘐 𝘤𝘰𝘶𝘭𝘥𝘯’𝘵 𝘸𝘢𝘪𝘵 (𝘵𝘰 𝘨𝘰 𝘵𝘰 𝘴𝘪𝘯𝘨𝘪𝘯𝘨 𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰𝘯𝘴) 𝘣𝘦𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘐 𝘬𝘯𝘰𝘸 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘐 𝘸𝘢𝘴 𝘭𝘦𝘢𝘳𝘯𝘪𝘯𝘨 𝘴𝘰𝘮𝘦. 𝘐 𝘴𝘵𝘪𝘭𝘭 𝘶𝘴𝘦 𝘵𝘩𝘦 𝘴𝘢𝘮𝘦 𝘦𝘹𝘦𝘳𝘤𝘪𝘴𝘦𝘴.”

L’ insegnante di canto ti dà una direzione, ti aiuta ad accorciare i tempi, a capire le cose prima (se studi ovviamente!😜). Per questo è molto importante trovare l’insegnante giusto e, dammi retta, tanti sono gli insegnanti improvvisati ma altrettanti sono quelli molto preparati. Insegnare canto è un’attività complessa: abbiamo a che fare con uno strumento che non si vede (la maggior parte di ciò che utilizziamo è all’interno del nostro corpo, corde vocali, polmoni, cuore, cervello), ecco la necessità di conoscere gli aspetti tecnico-scientifici dell’apparato fonatorio così come il riconoscere i suoni corretti, salutari e personali e come essi vengono prodotti. Non è detto che un insegnante bravo sia anche un bravo cantante o viceversa, cerca di capire come ti trovi, se capisci il suo linguaggio, se ti stimola, se ti dà fiducia.

E ricorda…

Non scomodiamo Dio, il destino o la fortuna, se vuoi ottenere risultati devi cantare, cantare, cantare!

Tags:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This website uses cookies. By continuing to use this site, you accept our use of cookies.